Flag

2024

Single channel music video, 8' 40'', black and white, QuickTime Movie, 2160p at 60 fpm, 5.1 surround sound.

Sublieutenant Nevio Artioli (1920–1942) of the “Val Chiese” Alpine Battalion was long said to be both the first Italian born in Tarvisio (Udine) and the first man from the town to fall on the Russian front—claims that now appear improbable. My mother once kept a letter, now lost, in which a military chaplain briefly described to her uncle the circumstances of Artioli’s death. It was accompanied by a small black-and-white photograph showing a wooden cross in the snow carved with his name, inscribed on the reverse: “Belogorje, 20 dicembre 1942.” After Gorbachev’s perestroika, his remains were repatriated in 1992 and reburied in the Tarvisio ossuary.

Flag examines how history and narrative, personal experience and memory, intersect and shape one another. Its soundtrack remixes three songs that share a common melody and overlapping references but originate from different contexts. Sul ponte di Bassano commemorates the Alpine troops of the First World War who crossed the bridge over the river Brenta on their way to the Austrian front. Sul ponte di Perati celebrates the “Julia” Alpine Division, first decimated during the Italian invasion of Greece (October 1940 – April 1941), and later destroyed on the river Don during the retreat across southern Russia and Ukraine (December 1942 – January 1943), or in Soviet captivity. Finally, Pietà l’è morta is a parody of this latter song, written in the spring of 1944 by Nuto Revelli—an Alpine officer who, after returning from the Russian front, joined the Resistenza and later became a noted author.

The video was filmed in a field near the Brenta, where I live, on the anniversary of Nevio’s death.

  • Il sottotenente Nevio Artioli (1920–1942) del Battaglione Alpini “Val Chiese” è stato a lungo indicato sia come il primo italiano nato a Tarvisio (Udine), sia come il primo tarvisiano caduto sul fronte russo, affermazioni che oggi appaiono poco verosimili. Mia madre conservava una lettera, ora perduta, nella quale un cappellano militare descriveva brevemente a suo zio le circostanze della morte di Artioli. Alla lettera era allegata una piccola fotografia in bianco e nero che mostrava una croce di legno nella neve, incisa con il suo nome, e sul retro la scritta: “Belogorje, 20 dicembre 1942”. Dopo la perestrojka di Gorbaciov, le sue spoglie furono rimpatriate nel 1992 e sepolte nuovamente nell’ossario di Tarvisio.

    Flag indaga il modo in cui storia e narrazione, esperienza personale e memoria, si intrecciano e si influenzano reciprocamente. La colonna sonora reinterpreta tre canti che condividono la stessa melodia e riferimenti simili, ma nati in contesti differenti. Sul ponte di Bassano ricorda gli Alpini della Prima guerra mondiale che attraversavano il ponte sul Brenta diretti al fronte austriaco. Sul ponte di Perati celebra la Divisione Alpina “Julia”, prima decimata durante l’invasione italiana della Grecia (ottobre 1940 – aprile 1941), poi annientata sul Don durante la ritirata attraverso il sud della Russia e dell’Ucraina (dicembre 1942 – gennaio 1943), o nei campi di prigionia sovietici. Infine, Pietà l’è morta è una parodia di quest’ultimo canto, composta nella primavera del 1944 da Nuto Revelli, ufficiale alpino che, dopo il ritorno dal fronte russo, si unì alla Resistenza e divenne in seguito un autore di rilievo.

    Il video è stato girato in un campo vicino al Brenta, nei pressi di dove vivo, nell’anniversario della morte di Nevio.